Ingresso Hotel

Situato nel Centro Storico

Palazzo di Pregio

Camere ampie, spaziose ed eleganti

Il lungo lago

Giardino vista lago

Colazione a buffet

Castiglione del Lago


La Storia

Lago Trasimeno Aganoor4Castiglione del lago è il principale centro cittadino del Trasimeno, sorge su una roccia calcarea che un tempo costituiva la quarta isola del lago. Poi in seguito all’abbassamento del livello delle acque assunse l’attuale configurazione orogeografica.

Per la sua posizione geografica di passaggio in età antica il territorio è stato conteso per molti anni tra Etruschi e Romani e poi nel Medio Evo tra le città toscane della Tuscia longobarda e la Perugia bizantina. Per questo le sue fortificazioni, più volte distrutte e ricostruite, hanno subito nei secoli numerose modificazioni.

Nel 1550 Papa Giulio III donò il paese a sua sorella Giacoma e ai suoi nipoti Ascanio e Fulvio della Corgna, che vi regnarono fino al 1647 come Duchi di Castiglione del Lago. Alla morte di Fulvio II Alessandro, che non ebbe eredi, il ducato venne riassorbito dallo Stato Pontificio. È riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia per storia, cultura, bellezza del territorio e la varietà di specialità enogastronomiche che si possono trovare.

Lago Trasimeno Aganoor3Per chi abbia l’occasione di visitare la cittadina è consigliata la visita del Palazzo della Corgna . Eseguito su progetto di Galeazzo Alessi, noto architetto perugino, fu la principale residenza dei della Corgna che governarono, dal 1563 al 1647.  Concepito come una piccola “reggia”, era separato dal paese e circondato da un fiorente giardino.

Il palazzo in pietra calcarea e cotto ha interni riccamente decorati. Si trovano affreschi della sala Maggiore, che celebrano le imprese d’arme di Ascanio della Corgna, ad opera del manierista Niccolò Circignani, detto il Pomarancio. Dell’arredamento originale corgnesco rimangono oggi solo 24 sedie.

La Rocca del Leone (1247), collegata da un camminamento coperto a Palazzo Ducale, costituisce uno dei più importanti esempi di architettura militare umbra, costruito al tempo in cui la città venne conquistata da Federico II di Svevia. L’edificio, a forma pentagonale con quattro torri angolari, è collocato su uno sperone calcareo che permette di dominare tutto il Trasimeno. Al suo interno c’è un piccolo anfiteatro dove in estate si svolgono numerosi spettacoli.

La Chiesa di Santa Maria Maddalena, edificio neoclassico edificato tra il 1836 ed il 1860, ha al suo interno una Madonna in Trono del 1500, una pala attribuita ad Eusebio da San Giorgio (allievo del Perugino), stucchi del Piervittori e una Madonna del Latte della scuola senese del ’300.

La Chiesa di San Domenico di Guzman fu fatta costruire nel 1636 dal Fulvio II Alessandro ultimo duca dei Della Corgna. In seguito alla malattia della moglie il duca fece promessa di fronte all’immagine di San Domenico di erigere una chiesa in suo onore.La chiesa è in stile barocco, composta in due parti: una è riservata alle celebrazioni religiose, l’altra, la sacrestia, è adibita alle riunioni della confraternita di San Domenico ed è anche il luogo dove sono conservate le reliquie ( tra cui il busto di Santa Barbara).

Lago Trasimeno Aganoor2La famiglia Della Corgna

I Della Corgna furono un’importante famiglia titolare del Ducato di Castiglione del lago dal 1563 al 1647.

Originari di Perugia ebbero un importante ruolo socio-economico in città al pari degli Ansidei e Crispolti, ma il loro prestigio crebbe di gran lunga con il matrimonio tra Francia Della Corgna con Giacoma Ciocchi Del Monte sorella minore del futuro papa Giulio III.

Dall’unione nacquero Ascanio, Fulvio e Laura.

Il pontefice assegnò alla sorella il territorio di Castiglione e Chiugi definito per secoli “Chiugi Perugino”.

Ascanio I fu il piu noto dei Della Corgna. Esperto nell’arte della spada e valoroso condottiero fu anche architetto e ricevette dal papa il titolo di marchese di Castiglione del lago e del Chiugi. Ricevette molti incarichi come inviato pontificio, di lui si ricordano numerose imprese come generale a capo di eserciti. Di ritorno dalla battaglia di Lepanto nel 1571 fu colto da forti febbri e morì presso la dimora romana del fratello Fulvio nel frattempo divenuto cardinale.

Le sue gesta sono narrate nel Palazzo Della Corgna attraverso gli affreschi del Pomarancio fatto costruire a Castiglione del lago nei pressi della Fortezza.

Le quattro generazioni dei Della Corgna si susseguirono in meno di cento anni e terminarono con Fulvio II Alessandro che morì senza avere eredi maschi. Ottenne il titolo di duca, il primo e l’ultimo dei Della Corgna.

Tra i rappresentanti piu illustri della casata da ricordare Diomede della Penna, figlio di Laura che ereditò il titolo dallo zio Ascanio I. Fu amante delle arti e commissionò al Pomarancio la decorazione del Palazzo di castiglione.

Ascanio II si distense in imprese militari al servizio di papa Clemente VIII. Oltre che abile condottiero e moderatore (riuscì ad evitare le ostilità col Granducato di Toscana) fu uomo particolarmente colto, studioso di filosofia e poeta. Introdusse all’interno del palazzo di castiglione numerosi letterati, nobili e artisti.

Alla morte dell’ultimo dei Della Corgna il ducato venne riassorbito dallo stato pontificio.


La leggenda del Trasimeno

Castiglione del Lago

 

Agilla e Trasimeno

La leggenda narra dello sfortunato amore tra Trasimeno, figlio del re etrusco Tirreno, e la ninfa Agilla.

L’incontro tra i due amanti avvenne sull’isola Polvese posta in mezzo al lago. Trasimeno, attirato da un canto angelico proveniente dall’isola, incontrò la ninfa e fu subito folgorato dalla sua bellezza. L’amore sbocciò subito forte e reciproco.

Il re Tirreno concesse loro il permesso di sposarsi solo dopo aver spento a fatica le sue iniziali incertezze.

Ma un destino crudele si stava abbattendo sui due amanti e la loro felicità durò solo un giorno.

Il giorno seguente le nozze, mentre Agilla lo guardava dalla riva, il giovane Trasimeno si tuffò per un bagno rinfrescante nelle dolci acque lacustri senza però riemergere.

Invano Agilla per giorni e giorni lo cercò senza mai perdere la speranza di ritrovarlo. Ma il destino avverso volle che anch’essa si spegnesse mentre cercava il suo amato tra le barche dei pescatori del lago.

La leggenda vuole che l’anima nella ninfa non se ne andò mai da quelle acque. Anche oggi i pescatori narrano che in estate quando spira il vento fresco da ovest si può sentire l’amaro pianto di Agilla. E ogni volta che un’onda cerca di rovesciare una barca non è altro che la ninfa che pensa di aver ritrovato il suo amato.

Altre versioni della leggenda narrano invece di un’Agilla invaghita del bel giovane che non potendolo avere lo imprigiona dopo averlo attirato col suo canto. Solo col tempo Trasimeno contraccambia i suoi sentimenti e una volta liberato, preso dal dolore, comincia a piangere ininterrottamente. Le sue lacrime piano piano diedero origine al lago.

In realtà sembra che il nome del lago non abbia origini mitologiche. Si pensa che derivi dalla montagna che delimita a nord il lago che in epoca etrusca veniva chiamata Imeno (o Menio). Per la sua posizione geografica quindi Trasimeno significherebbe “oltre il monte Imenio(o Menio).

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